top of page

I COMBATTENTI

Nello scorso approfondimento, ci siamo lasciati con l’idea di fare chiarezza sul ruolo dei civili coinvolti in un conflitto armato. In Ucraina siamo a un mese di guerra ininterrotta e stiamo assistendo alla distruzione di città (con case, scuole, ospedali) e alla disperazione dei loro abitanti.

Chi e cosa possono essere destinatari delle violenze belliche?

Ci viene in aiuto il principio di distinzione sancito nell’art. 48 del Protocollo aggiuntivo della Convenzione di Ginevra del 1977 che così recita: “Allo scopo di assicurare il rispetto e la protezione della popolazione civile e dei beni di carattere civile, le Parti in conflitto dovranno fare, in ogni momento, distinzione fra la popolazione civile e i combattenti, nonché fra i beni di carattere civile e gli obiettivi militari, e, di conseguenza, dirigere le operazioni soltanto contro obiettivi militari”.

Da ciò discende, quindi, come destinatari delle violenze belliche possono essere solo i combattenti e gli obiettivi militari. Ma vi è di più: non sono consentiti gli attacchi indiscriminati che colpiscono indistintamente sia obiettivi militari che persone civili e beni di carattere civile.

Occorre evidenziare che solo i combattenti legittimi godono dello status di Prigioniero di Guerra quando catturati, a seguito Convenzione III relativa al trattamento dei prigionieri di guerra (1949).

Sono definibili "combattenti legittimi" ad esempio:

  • i membri delle forze armate regolari della parte in conflitto;

  • i membri delle altre milizie e degli altri corpi di volontari, compresi quelli dei movimenti di resistenza organizzati, appartenenti ad una Parte in conflitto e che operano fuori o all’interno del loro territorio, anche se questo territorio è occupato (purché portino un segno distintivo fisso e riconoscibile a distanza, portino apertamente le armi e purché si conformino ai requisiti di appartenenza, visibilità e rispetto del Diritto Internazionale Umanitario);

  • la popolazione di un territorio non occupato che, all’avvicinarsi del nemico, prenda spontaneamente le armi per combattere le truppe d’invasione senza aver avuto il tempo di organizzarsi come forze armate regolari, purché porti apertamente le armi e rispetti le leggi e gli usi della guerra (c.d. levata di massa).

I combattenti illegittimi, invece, quali spie (membro delle forze armate di una Parte in conflitto,  che raccoglie o cerca di raccogliere, per conto di detta parte, informazioni in un territorio controllato da una Parte avversaria, senza indossare l'uniforme delle proprie forze armate), sabotatori, combattenti che non si distinguono dalla popolazione civile (non portando apertamente le armi), i mercenari (ossia, ad esempio, ogni persona reclutata, localmente o all’estero, per combattere in un conflitto armato), se catturati, non godono dello stato di Prigioniero di guerra.

 

Il nostro appuntamento con il DIU continuerà con una dissertazione sui beni DUAL USE.

AGGIORNAMENTO

La Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja, in data 17 marzo, ha ordinato alla Russia di sospendere immediatamente l’operazione militare iniziata in data 24 febbraio in Ucraina.

Il massimo organo delle Nazioni Unite (che dirime le contese tra Stati) era stato interpellato dal governo di Kiev lo scorso 26 febbraio per chiedere misure provvisorie d’urgenza di fronte all’attacco russo, sostenendo come la Russia avesse violato la Convenzione sul genocidio del 1948, usando la falsa accusa di genocidio perpetrato dall’Ucraina nelle regioni di Luhansk e Donetsk per giustificare l’invasione.

Il provvedimento della Corte Internazionale, approvato con 13 voti favorevoli nonostante i 2 contrari (del giudice russo e di quello cinese), specifica che non si sono riscontrate prove sul presunto genocidio delle popolazioni russofone dell’Ucraina orientale (giustificazione, si ribadisce, utilizzata dalla Russia per l’invasione).

IL CONFLITTO RUSSIA-UCRAINA

La GUERRA: secondo Carl Von Clausewitz (generale, scrittore e teorico militare prussiano) era la continuazione della politica con altri mezzi.

La domanda che dobbiamo farci è: può uno scontro armato avere delle regole?

La risposta è: certamente sì. Prova ne è il fatto che negli anni si è cercato di normare i conflitti tantochè in questi eventi non è tutto lecito; infatti, a seconda che ci troviamo di fronte a un conflitto armato internazionale o non internazionale abbiamo delle regole differenti.

Sono di questi giorni le atrocità portate dalla guerra.

In Ucraina ci troviamo di fronte a un conflitto armato internazionale regolato dalle Quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 e dal Primo Protocollo addizionale, ratificati da entrambi i contendenti. Hanno un ruolo fondamentale altresì le Convenzioni dell’Aja del 1907 e le Convenzioni del 1981 sulle limitazioni o il divieto di alcune armi. Sembra assurdo voler dare un volto umano a un conflitto, ma il Diritto internazionale Umanitario cerca di “difendere” quei diritti fondamentali della persona, alla base della coscienza giuridica internazionale.

Evidenziamo subito un principio fondamentale: la necessità militare non può essere invocata per perpetrare crimini di guerra; da ciò discende che:

  • l’oggetto della violenza bellica deve ricadere solo sugli obiettivi militari (ad esempio i combattenti, mezzi ed edifici militari o usati come tali);

  • i combattenti catturati hanno diritto a veder riconosciuto il loro status di prigionieri di guerra;

  • la popolazione civile e i beni civili non possono essere soggetti a violenza (rispondendo al Principio di distinzione, la cui violazione costituisce un crimine di guerra);

  • i monumenti e i luoghi di culto devono ricevere particolari tutele.

Vediamo come, giorno dopo giorno, il conflitto Russia- Ucraina si stia prevalentemente intensificando nelle aree urbane portando al bombardamento di edifici civili con la conseguente morte dei cittadini.

Già il 1° marzo la Corte europea dei diritti dell’uomo, a seguito del ricorso del governo ucraino che ha adìto la Corte per “massicce violazioni dei diritti umani che sono commessi dai soldati russi nel contesto dell'aggressione militare lanciato contro il territorio sovrano dell'Ucraina”, ha emesso un provvedimento cautelare invitando il governo russo dall’astenersi da attacchi militari contro civili ed installazioni civili (alloggi, scuole, ospedali, veicoli di emergenza). I diritti garantiti dalla Convenzione Europea dei diritti dell'uomo messi a rischio dalle attuali azioni militari sono nello specifico il diritto alla vita (art. 2), i divieti di pene o trattamenti inumani e degradanti (art. 3), il diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8). 

Approfondimenti a breve sul ruolo dei civili coinvolti nel conflitto.

  • LinkedIn

©2021 di Avvocato Livia Cortesi

bottom of page